martedì 29 marzo 2011

Attualità medievale



Mah, parlavo dei giovani, della ricerca, della fantasia, della gioia di vivere, del rifiuto delle ideologie, dell'importanza di una metodologia di pensiero libera da vecchie dinamiche e vetuste idee.
Ecco un ovino fresco di medioevo!
Insisto sempre sulla necessità ineludibile di relegare la religiosità nella sfera del privato, ma il privato dilaga lo stesso nel pubblico se a monte c'è un difetto di comprensione.
Non serve dire ad uno stupido che è stupido, perché se fosse in grado di capirlo non sarebbe stupido. Occorre allora, caritatevolmente, assegnarlo ad incarichi di minor responsabilità, in fondo c'è posto per tutti a questo mondo, è fondamentale però non stare nel posto sbagliato.

6 commenti:

Zio Scriba ha detto...

immagino che qui per "ovino" si intenda anche e soprattutto stupida pecora col cervello nel c*** (e chiedo scusa alle pecore, ovviamente...) :D

Carolina ha detto...

bella riflessione!

Andreij Comaskij ha detto...

Ma hai visto la foto? Ha una faccia da baciapile bigotto incredibile.
E poi appunto perchè è un ovino marcio medievale che occupa quel posto. Dice bene l'articolo, Voltaire ha scritto proprio invano.

ruhevoll ha detto...

Amici, senza tanti preamboli e senza mete sofisticate, liberiamoci dalle stupidità storiche, siano esse nei segreti dei confessionali o nelle stanzette degli psicoanalisti o in qualche ideologia che funge da stampella. Quello che è da combattere è la stupidità che si oppone alla libera ricerca.
Chi stabilisce cosa sia stupido e cosa sia intelligente?
Questa domanda la può fare solo un cretino!
Nel sessantotto era vietato vietare. Era estremamente stupido, perchè il sessantotto non ha fatto nessuna ricerca sulla realtà umana ed ha aperto le porte all'esistenzialismo che nascondeva in sè un'idea di liberismo di cui vediamo oggi gli effetti nefasti.
Quel cretino di Henry-Levy in Francia sostiene l'intervento in Libia ed i pacifisti non sanno che cazzo dire!
Salotti letterari, discussioni nebulose e finezze interpretative più prossime alla sega mentale che alla conoscenza!
Scusatemi, sono un po' incazzato!
Grazie a tutti di cuore.

cristimar ha detto...

Un abbraccio solidale ma sul '68 mi piacerebbe più storica clemenza e informazione. Un momento storico di cui ancora oggi godiamo delle conquiste, necessiterebbe di maggior riguardo.
http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=260

ruhevoll ha detto...

@Cristimar, la mia clemenza storica però non deve impedirmi di vedere le lacune, serve a non ripetere gli stessi errori e a non creare falsi miti.
Ad esempio, anche se banale, ricordo che quando uscì Easy Rider mi sembrò un film ganzo. Rivedendolo dopo molti anni mi è sembrato vuoto e superficiale. Ho salvato solo il finale, in cui viene perfettamente rappresentata la fine che fanno i "figli dei fiori" con tutti i loro messaggi di pace amore e libertà quando incontrano individui "conservatori".
In altri termini non basta la vitalità per sconfiggere la pulsione di morte, occorre un rifiuto ben più articolato, occorre la capacità di "vedere" l'invisibile perchè al mondo non sono tutti buoni e sani di mente. Ma per rifiutare la malattia dei "sani" occorre una metodologia di pensiero che scardini la millenaria cultura dominante non con gli spinelli e le corse sui chopper, con le scopate all'aria aperta (sacrosante ci mancherebbe)o i capelli lunghi, ma con una nuova idea di identità umana che abbia fondamenti scientifici e non filosofici o religiosi come abbiamo avuto fino ad ora. Insomma non basta dire a certa gente che è matta, bisogna sapergli dire perchè è matta.