martedì 29 marzo 2011

L'azzurro dopo il tramonto



"Pare che sia difficile per Gheddafi separarsi da un potere durato più di quarant'anni." 
Prendo questa frase, pronunciata da Mentana sulla 7, per pensare a cosa sia la separazione.
Per aiutarmi metto il K379 e lascio le dita libere, in una serata che mi regala un azzurro cobalto, frastagliato da un noce gigantesco là sullo sfondo e che ancora non ha messo le nuove foglie.
Chissà se il noce ha problemi di separazione dalle sue foglie in autunno.
Io, lo ammetto, ho sempre avuto problemi di separazione, non certo dalle cose ma dalle persone, dalle persone che amavo ma, se fossi sincero, dovrei dire che amo, perchè quando ho amato ho vissuto momenti magici e, anche se le storie d'amore finiscono, quel che mi resta è il bello, per cui dimentico sempre le cadute di stile, mie o dell'altra, perchè sono dettagli che andrebbero lasciati generosamente all'umanità di ognuno, sennò che amore sarebbe.
E questa non so se è una questone di stile.
Ma, va detto subito, i miei rapporti non sono mai stati di potere.
Quindi, mi chiedo, con calma, che cazzo di frase è quella del giornalista della 7???
Mi infastidisco da solo quando butto là delle frasi che appaiono apodittiche ma... la separazione è il cardine della nostra esistenza, quindi è un'arte che la percorre dall'inizio alla fine, minuto per minuto, giorno per giorno, e niente si perde se si accetta di perdere tutto.
Ma forse è una questione d'amore che non riguarda il giornalismo, sarebbe un chiedere troppo all'intelligenza mediatica, di solito scarsissima e scissa dalla reale sensibilità delle persone che davvero vivono e cercano.
Possiamo preoccuparci dei problemi di separazione di Gheddafi?

8 commenti:

mia_euridice ha detto...

Se Gheddafi fosse capace di fare riflessioni tanto intense sul significato e il senso della "separazione" non sarebbe un despota da 42 anni.

E poi i vecchi fanno sempre molta più fatica a lasciare quello che hanno posseduto.

Affezione?

ruhevoll ha detto...

@mia_euridice, hai ragione, infatti mi preoccupavo della frase e non tanto di Gheddafi. Quanto all'affezione nutro seri dubbi che una persona come lui abbia "affettività", semmai ne fa una questione di identità pubblica, tolta la quale, essendo carente di identità umana, si ritrova con niente.
Essere o apparire? Ma questo vale per tanta di quella gente...

mia_euridice ha detto...

La frase è legittima se pronunciata da un giornalista che fa il suo mestiere. Fa una constatazione che, a quanto diciamo, sembra condivisibile.

Credo che, a modo suo, anche Gheddafi sia "affezionato". Al suo potere, al suo denaro, alla sua forza. E' complicato per una persona "abituata" ad essere al centro del mondo, passare in secondo piano e, soprattutto, dichiarare la sconfitta.

Lui è ciò che appare. Drammaticamente.

ruhevoll ha detto...

@mia_euridice, sì è legittima, sono io che ho il vizio di ascoltare i suoni a modo mio.

mia_euridice ha detto...

Ne fai una questione di suoni?

ruhevoll ha detto...

Anche, sono come un neonato (magari ci riuscissi davvero), ci sono cose che ascolto al di là del significato verbale o semantico (che spesso è corretto ma non vero)per andare al contenuto del contenuto: l'affettività veicolata dal suono.
Nel mio blog mi permetto queste "paranoiche" libertà, sennò mi annoio.
Una persona con voce stridula può dirmi le cose più belle del mondo ma non le crederò mai. Per questo la scrittura è molto insidiosa talvolta.
Ma ovviamente la frase del giornalista era un pretesto per dire quel che ho detto, nulla di più.

mia_euridice ha detto...

Oh...
Ho una voce bellissima. Così dicono.

ruhevoll ha detto...

Non ne avrei mai dubitato.