domenica 4 dicembre 2011

L'appendice



E ieri sera, parlando con amici sull'argomento del post precedente, mi son detto: che scemo che sono, non ho pensato subito ad un altro aspetto fondamentale della vicenda.
Perduti come siamo nel nostro narcisismo da blogger a volte non pensiamo davvero agli altri.
Cosa ho pensato?
Ho pensato ai depressi che leggono quegli articoli sui giornali dove la depressione viene equiparata ad un tumore allo stadio terminale.
Cosa penseranno loro? Quali conclusioni potranno trarre? Quale speranza di cura gli rimarrà? Con quanta fiducia potranno acchiappare il filo di una relazione terapeutica (cardine per ogni psicoterapia), se è proprio un medico ad aver dato la morte come risposta ad un pensiero alterato dalla depressione?
Me le chiedo soltanto io queste cose?
No, ovviamente!

6 commenti:

mia_euridice ha detto...

Non si può affrontare con leggerezza "da blogger" questo tipo di discorsi.
Per questo non ho commentato il post precedente.

Grazia ha detto...

No, non te lo chiedi solo tu, ma di certi argomenti è difficile parlare per pudore e, a volte, per vergogna. Difficile davvero scriverne....ma leggerti fa bene, come sempre.

ruhevoll ha detto...

mia_euridice, Il nostro è un paese dove solo alcuni comici dicono cose serie, mentre gli addetti ai lavori troppo spesso dicono un sacco di scemenze.
La mia leggerezza di blogger mi porta a mettere dei link tutt'altro che leggeri, sempre che qualcuno abbia voglia di leggerli.

ruhevoll ha detto...

Grazia, mi consoli.

Saamaya ha detto...

In merito a questi argomenti, come ben abbiamo convenuto in altre pagine, è diffusa una grande ignoranza ed un mare di luoghi comuni.

E se vi aggiungi la morale che giudica insattezze e stereotipi... andiamo alla deriva.

ruhevoll ha detto...

Sì, Saa, alla deriva ...e naufragar non è per niente dolce in questo mare!!!

Ti abbraccio forte forte!