martedì 12 giugno 2012

Il genio è saggezza e gioventù (E.L.Master)




Scrivere è un po'  come versare il tempo in un'ampolla.
Chi legge apre l'ampolla ed il tempo si rimette a scorrere.
La forma della musica è il tempo, e questo vale anche per la scrittura.
Dette, anzi scritte, queste banalità mi soffio il naso per una autocompiacente commozione. Adoro sfottere il mio narcisismo, lo trovo terapeutico e forse mi fa anche benvolere.
Chi invece non si soffiò il naso ma il cervello fu Carlo Gesualdo.
Era sicuramente un egocentrico narcisista, oltre che un assassino. Mi mette a disagio pensare che Carlo Gesualdo Principe di Venosa venga considerato un "genio" originale per le sue composizioni musicali, mentre per quanto riguarda il suo gesto criminale nessuno nota che non si discostò in nulla dalle brutali usanze della sua epoca.
Spesso penso che la sua biografia si sovrapponga all'opera e confonda le menti sottomesse alla consunta e stantia idea di "genio e pazzia".
Questo bastardo uccise la moglie ed il suo amante, architettando la messa in scena della propria assenza di due giorni per andare a caccia e poterli così cogliere in flagrante. All'epoca questo gesto assurdo era considerato "dovuto".
I due amanti invece erano, loro sì, originali e rivoluzionari, perchè sapevano che Gesualdo li avrebbe uccisi e non fecero niente per dissimulare il loro legame amoroso.
Forse anticipavano addirittura il romanticismo.
Se Gesualdo fosse stato veramente un genio avrebbe gestito l'affare con ben altro stile. Lui non amava la moglie e sappiamo bene che a quei tempi i matrimoni erano solo contratti d'affari e quindi tanto valeva cercare una soluzione alternativa.
Il mio concetto di genio è evidentemente molto lontano da quello comunemente accettato e che non tiene conto della scissione.
Gesualdo si avvalse poi delle sue conoscenze altolocate per salvarsi la pelle e qualche anno più tardi convolò a nuove nozze (sempre d'interesse ovviamente) con Eleonora d'Este.
La musica di Gesualdo è, a mio avviso, pesantissima, cupa, colma di una dissonanza cerebrale e contorta. Se mi si passa il salto temporale posso dire che è quanto ci sia di più diametralmente opposto all'arte di Mozart.

12 commenti:

Zio Scriba ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Zio Scriba ha detto...

Non mi hai certo invogliato ad ascoltare le opere di questo bieco e stronzo gesualdO ribaldo... :)
Bellissimo invece il tuo titolo: ho sempre pensato, sia come persona che come scrittore, che sia necessario rimanere un bambino ma con la saggezza di un duecentenne, sia per essere un genio creativo sia per essere, in generale, una persona decente. Ma non so se dentro me questo connubio sia riuscito, o sia in fase di riuscita, e se lo sapessi non lo direi per non sembrare troppo spaccone... :-))))

Ciao caro Amico!

amanda ha detto...

la migliore antireclam che abbia mai letto :)

giacy.nta ha detto...

...non più tardi di due giorni fa ho proposto un "post in transito" ( è l'etichetta dei post destinati a sparire ) con una sua composizione che giudicavo molto intensa. Mai fidarsi delle apparenze! Grazie per avermi aperto gli occhi...ops, le orecchie :))
"Versare il tempo in un'ampolla" Bellissima similitudine.
Ciao!

giacy.nta ha detto...

Dimenticavo: la foto richiama Narciso alla fonte, vero?

Grazia ha detto...

È vero Carlo Gesualdo era un disgraziato, per non dire di peggio. Si sa che maltrattò anche la seconda moglie. Però, però... che dire? A me i suoi madrigali continuano a pacere.
Forse le opere hanno una vita propria rispetto alle biografie degli artisti e non si può cercare una corrispondenza. Ne rimaremmo spesso delusi.
Un abbraccio
PS e comunque preferisco Mozart :-)

ruhevoll ha detto...

@Zio, quando lessi quelle parole nell'antologia di Spoon River, mi si accese una lampadina. Da allora ho cercato di tornare giovane almeno col pensiero, quanto poi sia riuscito ad essere saggio non lo so, per quel che riguarda il geniale...lasciamo perdere, ormai è tardi!
:)
Un abbraccione

@Amanda, che vuoi farci, siamo in clima di decrescita!
:)

@Giacynta, Gesualdo non componeva certo cazzatelle qualsiasi, la sua è musica coi fiocchi da un certo punto di vista.
La foto l'ho fatta domenica al figlio di due amici, è un bambino veramente speciale, ha un linguaggio incredibile per la sua età ed è irresistibilmente attratto dall'acqua, non l'ho messa per indicare il narcisismo patologico ma il narcisismo sano, che è quello dei geni, infatti lui non guarda se stesso ma da dove viene l'acqua.
:)

@Grazia, quello che dici meriterebbe una risposta molto articolata, perchè è vero. E Gesualdo era sicuramente un bravo compositore. Quello che volevo dire è che il mestiere di musicista permette di lavorare con materiale non semantico e talvolta la bellezza del suono ci distrae dal sentire un messaggio più profondo che, come ho detto, in Gesualdo è pesante, cupo e di una dissonanza cerebrale e contorta. Non dico che non sia un artista, come ad esempio lo è un Egon Schiele, osservavo soltanto che se fosse stato un genio avrebbe proposto qualcosa di più trasformativo, non soltanto qualcosa di diverso o di originale. Il genio, secondo me, è colui che rende tutti gli altri dei mediocri. E non è certo il caso di Gesualdo, lui fu solo famoso, come lo furono Salieri o Clementi ai tempi di Mozart.
P.S. La coda sull'A4 mi ha fatto sbellicare :)))

mia_euridice ha detto...

Un sacco di artisti, più o meno geniali, nella vita privata erano degli autentici bastardi.
Non mi sorprende più di tanto, il Gesualdo!

ruhevoll ha detto...

Non è che essere artisti, più o meno geniali, sia una garanzia di umana bontà...

Grazia ha detto...

Mi piace la tua defizione di genio.
PS. si può dire che la coda sull'A4 è geniale?
:-)

Andreij Komaskij ha detto...

già il fatto che esista una definizione del tipo "genio del male" la dice lunga.
io non l'ho mai capita.

ruhevoll ha detto...

Andreij, nella nostra cultura ci sono definizioni schizofreniche, cosa vuoi farci? Ad esempio hai mai letto la frase "desiderio di morte"? Ecco vedi, sono due parole che non stanno insieme nemmeno con l'attack, eppure quante volte le leggiamo...