venerdì 7 settembre 2012

La Folia



Credo che la paura della follia sia una caratteristica universale del genere umano, tant'è che si è cercato di sviscerarne il senso e il significato fin da quando l'essere umano ha iniziato ad avere coscienza di sè. La nostra storia di occidentali ci lega, ahimè, all'idea greca di porre le basi dell'identità umana nella ragione, ponendo al di fuori di essa tutto ciò che essa non comprende o non riesce a comprendere. La follia è l'opposto della razionalità e in un mondo razionale viene vissuta come sciagura, perdita del senno, delirio, infatuazione, malattia, possessione e via dicendo. Eppure, solo un povero e grigio razionalista non sarebbe capace di ammettere quali e  quanti frutti dell'umano ingegno sono scaturiti da una "sana follia". Essa è il sale della vita e bisogna essere capaci di viverla con intelligenza. Non a caso le autentiche passioni amorose vengono sempre additate come portatrici di follia, ma chi non le ha vissute è un essere umano a metà.
Nella storia della musica esiste un tema famosissimo, la Folia appunto, che ha origini medievali. Rachmaninov vi compose delle variazioni molto belle, credendo erroneamente che quel tema fosse di Corelli, infatti si chiamano variazioni opera 42 da un tema di Corelli, ma Corelli quel tema l'aveva preso altrove. Ci sono anche delle stupende variazioni per chitarra di Manuel Ponce, difficilissime e meravigliose nell'esecuzione di John Williams. Un'altra variante la si può ascoltare nel celebre film di Kubrik "Barry Lindon". E poi ci sono le variazioni di Domenico Scarlatti da non dimenticare e c'è traccia di quel tema anche nella quinta di Beethoven. Ad ogni modo pare che oltre un centinaio di musicisti si siano cimentati con la  Folia.
Essa è assai antica, sec.XV circa, di origine portoghese e la sua forma originale pare perduta. Quello che conosciamo invece è un tema piuttosto lento e melanconico, dal portamento maestoso, mentre il nome stesso Folia unito a qualche rara notizia ci induce a pensare che in origine si trattasse di un motivo assai sfrenato, paragonabile alla nostra taranta. A chi faceva paura quella sfrenatezza ritmico musicale? Forse ai soliti preti e agli annessi musicisti leccaculo, o all'aristocrazia che nei propri salotti non tollerva sguaiataggini da contadini. Ma tant'è, abbiamo vissuto schiavi dei moniti di Platone, che temeva la musica lasciva dell'aulos e dei riti dionisiaci preferendo l'arpa e l'apollinea staticità di intervalli misurabili e fissi. Secondo me Platone non scopava mai, ma ammesso ( ne dubito) che lo facesse non cambiava mai posizione!
E quindi il tema originale della Folia è andato perduto, dimenticato, dissolto. Per fortuna la musica è immagine acustica e anche se perde una figura riesce sempre a ritrovarne il senso e la passione.

9 commenti:

amanda ha detto...

certo che Platone bloccato nella posizione del missionario mi ha fatto sganasciare :)

Cri ha detto...

La sana follia è quella che dà vita alla creatività e dà la forza di esprimersi senza timori e senza paura di essere considerati"strani".L'arte, in tutte le sue forme, è follia. Evviva la follia, allora!

Cri

Grazia ha detto...

A volte ho l'impressione che la follia sia la ragione portata al punto estremo. come nel racconto di Borges, dove eresiarca e persecutore non erano che immagini dello stesso specchio.
Mi piace sempre molto quando parli di musica. Anche se sono ignorantissima ho l'impressione di riuscire a capire :-)

silvia ha detto...

E'un post riesumato?
Mi sembra d'averlo già letto, o forse era solo uno simile ...

ruhevoll ha detto...

Amanda, bloccato è la parola esatta! :)

Cri, evviva la follia se non la si confonde con la pazzia... :)

Grazia, il discorso di Borges è assai complesso, io lo intendo nel senso che la "costrizione" della ragione ci obbliga a cercare una via di salvezza nella creatività che spesso viene giudicata folle. Ma è la ragione a non essere MAI creativa.

Silvia, se ti riferisci alla Folia può darsi che ne abbia accennato altrove, è probabile. Se invece ti riferisci alla follia, a Platone, al pensiero greco ed alla razionalità... beh, sono come un disco rotto e lo ripeto ovunque mi capiti di poterlo fare.
:)

giacy.nta ha detto...

La follia non ha molto a che vedere con la volgarità, però effettivamente ha molto a che fare con la rivoluzione ed in questo senso può sicuramente spaventare chi tiene a mantenere un certo assetto, fosse pure quello ultrastatico e passivo di Platone :))

Grazie per la storia della folia.
Vado subito ad ascoltare qualcosa!

ruhevoll ha detto...

giacynta, ho parlato di sguaiataggine contadina, non di volgarità. Ma tu hai colto perfettamente nel segno accostando la follia alla rivoluzione, e questo è vero in ogni campo!

A me piacciono molto le variazioni di Rachmaninoff
:)

Zio Scriba ha detto...

Mi piace questo pezzo, e condivido in pieno la definizione di "poveri e grigi razionalisti"... La razionalità, se lasciata DA SOLA, è spesso il contrario non solo della Passione, ma anche della vera Intelligenza... Una persona solo razionale è inevitabilmente ottusa...
Povero Platoncino, però... :-))))

ruhevoll ha detto...

Zio, ecchècivofa' Platoncino era un po' pretino...
:)))