L'eremo, il mio, concilia il fancazzismo con la scrittura e la riflessione. Ma subito mi fermo, perché la parola riflessione mi sta antipatica, la usano spesso i preti e gli ipocriti.
Io non rifletto, non sono uno specchio.
Penso, e prima ancora di pensare faccio
immagini. Sono quelle a dare il La al pensiero.
Cosa siano poi queste immagini non
saprei dire, non sono figure, sono semmai più simili a sensazioni,
emozioni, affetti. Ma anche questi, a ben vedere, sono solo simulacri
di quelle immagini, o effetti di quelle immagini, ché nude son
troppo evanescenti e indefinite.
Stanno a monte di tutto.
Stanno a monte di tutto.
Le parole poi le coprono ancora di
più, le vestono e le trasformano per renderle comunicabili, ma così
non sono più loro.
Semmai, ma questo è grazie ai poeti e ai grandi scrittori, talvolta ci compaiono davanti, ed è uno stupore dei nostri stessi occhi.
Semmai, ma questo è grazie ai poeti e ai grandi scrittori, talvolta ci compaiono davanti, ed è uno stupore dei nostri stessi occhi.


