venerdì 18 marzo 2011

Che tipo!



Questo tipo mi ha rubato il cuore, siamo diventati spontaneamente amici. Mai ho trovato in una persona tanta immediata disponibilità al gioco ed all'affetto.
Qualcuno dirà: bella forza, è un bambino. Ed io dirò che per essere così un bambino ha bisogno di trovare conferme negli altri, non insegnamento.
Il suo è un continuo osservare e comprendere, ci pensa da sè ad imparare le cose, basta che gli altri non gli propongano quella dissociazione a cui sono andati incontro, una dissociazione fra fare e sentire o fra dire e fare che gli confonderebbe le idee. Il "sapere" degli adulti è troppo spesso intriso del veleno della negazione, dell'astrazione e della masturbazione. Talvolta è addirittura un sapere fondato sull'annullamento dell'altro.


In questo blog non ho più voglia di scriverci niente, se ne va anche l'ultima fettina di narcisismo, mentre la mia costituzionale insofferenza torna a farsi sentire.
Non lo chiuderò, forse metterò solo delle immagini, forse.
Sono così stanco delle mie parole.
Preferisco il sentire del corpo, gli sguardi a perdita d'occhio e quel capirsi al volo che si libera del linguaggio articolato per sviluppare il fare e l'immaginare, concreti.
Mi ci sono voluti anni per recuperare un me stesso che non esisteva più. Grato all'altro essere umano di non aver tentato di insegnarmi nulla ma solo di avermi permesso di osservare e prendermi il tempo necessario per fare. Un segreto raro che pochi sanno realizzare e verbalizzare correttamente, si chiama amore, ma non è una parola astratta o cristianamente deformata, è la semplice capacità di essere esseri umani al di fuori di ogni ideologia o patologia.
Il tipo nella foto, credetemi, è assolutamente sano e sgombro da qualsiasi ideologia o religione. Se mi rapporto a lui mi rendo immediatamente conto di quante volte noi adulti tentiamo, nei modi più disparati, di recuperare una genuina ingenuità che ci sembra perduta o demolita sotto i colpi della nostra asfissiante cultura. Facciamo giravolte, c'è chi si veste in modi strani per dire che è libero e diverso, senza capire mai cosa davvero sia la diversità e la libertà. Lottiamo politicamente per un certo ideale di "umanità" senza però saper mai dire in cosa consista veramente quella umanità, col rischio che qualcuno prenda derive allucinanti. Oppure diciamo che tutto è lecito, tutto va bene, in un esistenzialismo (lo so, mi ripeto) astratto e dissociato, pervaso di negazione.
Alberga ancora nella mente di troppi di noi l'idea che al fondo di tutto ci sia il Male come naturale predisposizione dell'essere umano.
Il tipo continua a guardarmi e ride coi suoi occhietti furbi e curiosi, certo che nell'altro non esista niente che possa fargli del male. Chissà da dove ha ricavato quella speranza-certezza. Ha sicuramente capito la differenza fra mondo umano e mondo non umano. Spiegargli adesso che talvolta è il mondo umano a diventare non umano sarebbe una orribile violenza, una violenza che cultura e religione operano sistematicamente sulla mente dei bambini attraverso genitori o insegnanti nel ruolo di sicari.
Il tipo nella foto ha avuto un gran culo, perchè sembra non aver incontrato niente di tutto questo sul suo cammino.
Ma dove cazzo è vissuto?

8 commenti:

giacy.nta ha detto...

Ma dai, vuoi smettere di pubblicare proprio ora che arrivo io?

Lara ha detto...

La domanda che mi pongo è la stessa che ti poni tu.
Ma dov'è vissuto questo bambino così fortunato da conoscere ancora l'innocenza, la spontaneità?
Che ci siano ancora genitori "ad alto livello"?
Ciao Ruhevoll, spero non sia un addio ma un "preditela comoda e ritorna quando puoi"
Lara

ruhevoll ha detto...

@giacy.nta
Oh, mica ho detto che lo chiudo il blog, magari pubblicherò solo immagini o musica o poche righe essenziali, sto scoprendo l'arte della sintesi. Tu invece hai un bellissimo blog, mi ci sono iscritto, spesso è meglio leggere che scrivere.

ruhevoll ha detto...

@Lara, sì quel bambino è fortunato e lo sarebbero tutti i bambini se potessimo salvaguardarli dalle quelle assenze che colmiamo con un sapere astratto. In fondo il gioco sarebbe semplice se gli adulti non si fossero guastati con la ragione. Io lo dico spesso che la ragione è solo una serva utile per far di conto, ma purtroppo la nostra cultura, fin dai tempi dei greci, ha fondato l'identità umana sulla ragione. Dobbiamo invece ripensare il fondamento dell'identità umana e scoprire che esso è nella capacità di immaginare, essa compare fin dalla nascita ed è antecedente alla comparsa della razionalità ed al linguaggio verbale. Nessuno mai ha voluto capire che fondare l'identità umana sulla ragione esclude dal consorzio umano i neonati ed i bambini piccoli. Ma questa logica sfugge a tanti "pensatori".

calinde ha detto...

EBRAVO... rilasci queste dichiarazioni sconvolgenti e lo vengo a sapere proprio quando hai deciso di smettere??? Tanto lo so che non smetterai di scrivere qui come io non smetterò ...di fumare.Continua Cri fa bene all'anima. Quel tipo lì non è solo fortunato...non mi piace attribuire meriti alla fortuna quando non li ha. Ha solo un papà molto attento e veramente consapevole di essere Genitore con la G maiuscola.Non si nasce genitori, come non si nasce insegnanti...purtroppo lo si diventa a proprie spese e a volte, troppo spesso... non per scelta consapevole. Il male, in generale, sta tutto lì:non essere in grado di operare delle scelte. Tu e lui vi siete scelti.Che meraviglia!Un bacione.

ruhevoll ha detto...

@ Calinde, forse mi stai scambiando per Cri, no, lui non c'entra, tranne che per essere il papà di quel tipetto meraviglioso.
:-)

Grazia ha detto...

Il tipo della foto è stupendo .Che la vita gli sia propizia !

ruhevoll ha detto...

@Grazia, fin'ora gli è stata propizia perchè non lo hanno massacrato di scemenze. Credimi, stargli accanto fa star bene e ti costringe a chiederti quanto noi siamo in grado di far stare bene chi ci è accanto con il nostro modo di essere e di sentire.